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Inside Sulcis

Il pozzo sacro di Tatinu a Nuxis

 

Nell'età del bronzo la Sardegna cambia aspetto: l'uomo costruisce circa settemila nuraghi-fortezze e basa la propria economia sul commercio e sulla pastorizia. Anche i rituali funerari cambiano, così come la religione. Si diffonde l'usanza di costruire templi, chiamati "a pozzo", come quello di Tatinu a Nuxis, datato al Bronzo Finale, presso i quali venivano svolti riti legati al culto delle acque.

 

A differenza di molti pozzinuragici, questo non ha vestibolo, ha una scala molto ripida, che conta 29 gradini che permettono di scendere fino alla vena sorgiva.Il tempio, che da subito affascina il visitatore per la sua monumentalità, venne scavato attorno ad una sorgente e costituiva, senza dubbio, un luogo di pellegrinaggio. Non è da escludere che nei giorni di festa i fedeli percorressero un lungo cammino per partecipare alle cerimonie che qui si svolgevano e che comprendevano danze, canti e immancabili banchetti. La necropoli preistorica di Montessu a Villaperuccio. La monumentale necropoli di Montessu si trova nella Sardegna sud-occidentale, in una regione chiamata Sulcis, che prende il nome dall'antica città punica di Sulki o Sulci, oggi Sant'Antioco. La necropoli "a domus de janas" si estende per oltre un chilometro su un tavolato trachitico che forma un anfiteatro naturale di straordinaria bellezza.

 

Costituisce una delle aree archeologiche di maggior interesse nell'isola sia per la sua grandiosità, sia per l'importanza che essa assume nello studio dei rituali funerari delle genti preistoriche in Sardegna. Vista Necropoli Montessu Il termine "domus de janas" significa letteralmente "casa delle fate" e fa riferimento ad antiche leggende popolari che parlano di misteriose fate di minuscola statura che avrebbero abitato questi luoghi. Il Lovisato, ad esempio , racconta che, secondo una leggenda di Fonni, le Gianas erano delle incantatrici bellissime, dotate di una voce deliziosa, tanto belle che anche oggi "bella comènti una giana" indica una donna di rara bellezza. In realtà noi sappiamo che le tante domus de janas che si trovano in tutto il territorio della Sardegna (oltre 2400) sono delle tombe scavate nella roccia dalle popolazioni che vissero nell'isola a partire dal 3400 a.C. Circa.

 

Queste tombe, che troviamo in tutto il Mar Mediterraneo, presentano, però, sull'isola caratteristiche uniche e straordinarie per la monumentalità, l'accurato metodo di scavo, ottenuto con l'utilizzo di soli strumenti in pietra, per gli aspetti architettonici e le ricche decorazioni. Le decorazioni graffite rappresentano festoni, motivi a spirali, linee spezzate, cerchielli e triangoli, corna e protomi taurine in bassorilievo, larghe bande dipinte in ocra rossa e gialla e, infine, alcune silhouettes, scolpite in negativo, della Dea Madre mediterranea. Si tratta di una religiosità di tipo fertilistico, legato alla rinascita, che poneva in primo piano il culto della dea Madre mediterranea e del Dio Toro, in un mondo ad economia prevalentemente agricola.

  1. Dettagli escursione:


L'escursione comprende la visita guidata, da un archeologo specializzato in preistoria, alla necropoli di Montessu, al pozzo sacro di Tatinu e il pranzo in agriturismo.

Durata dell'escursione: una giornata

Possibilità di Transfer da Cagliari

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